90 I numeri UNO - 2026 Conseguito il diploma, decisi di intraprendere autonomamente il mio percorso e mi iscrissi alla Facoltà di Economia dell’Università di Bologna. Dopo un primo biennio standard, ebbi modo di orientarmi verso corsi più teorici e avanzati, che mi permisero di scoprire una profonda affinità con lo studio dell’economia. Scelsi l’indirizzo di economia internazionale e sviluppai una tesi in questo ambito. L’università rappresentò per me un momento di piena realizzazione intellettuale: studiare non era più un dovere, ma una forma di espressione e di ricerca personale. Conclusi il percorso con risultati eccellenti, avendo trovato cosa amavo fare e maturando la convinzione di voler proseguire nella carriera accademica. L’università e la maturazione intellettuale Ottenni una prima borsa di studio che mi portò nel Regno Unito, all’Università di Warwick, dove frequentai un master. Un’esperienza arricchente, ma mi resi conto che i principali sviluppi della ricerca economica si stavano concentrando negli Stati Uniti. Dopo aver presentato domanda a diverse università americane, scelsi di andare a Berkeley, dove - non senza aver portato con me la mia Vespa Primavera bianca, che mi aveva seguito in Inghilterra e che negli Usa avevo spedito via nave - nel 1990 iniziai il dottorato in economia. Il percorso durò cinque anni e mi permise di specializzarmi in economia internazionale e macroeconomia. Berkeley rappresentò un’esperienza folgorante – per rigenerarmi facevo wind surf sotto il Golden Gate - e intellettualmente molto stimolante, caratterizzato da un confronto continuo, da un’elevata libertà di ricerca e dall’opportunità di lavorare e confrontarsi con gli accademici di più grande valore. La formazione post-laurea e il confronto internazionale
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