88 I numeri UNO - 2026 L’incontro con la pallamano avvenne in modo del tutto casuale, durante una dimostrazione sportiva organizzata nella scuola elementare che frequentavo. Avevo otto anni. Da quell’episodio nacque un percorso lungo e intenso, che avrebbe segnato in modo profondo la mia giovinezza. Iniziai a giocare nella squadra locale di Bologna e, già intorno agli undici anni, entrai nel circuito della Serie A. L’impegno diventò rapidamente totalizzante: allenamenti quotidiani, trasferte frequenti, competizioni ad alto livello. Un paio d’anni dopo fui convocata nella Nazionale italiana di pallamano, con la quale avrei giocato per oltre dodici anni. Pur trattandosi di uno sport poco sostenuto economicamente e mediaticamente nel contesto italiano, l’attività agonistica era estremamente rigorosa. Non vi erano compensi significativi, ma vi era una dedizione assoluta, fondata su motivazioni autentiche e su un forte senso di appartenenza. La scoperta della pallamano e l’avvio dell’attività agonistica Nel corso degli anni assunsi il ruolo di capitana della squadra, una responsabilità che mi mise precocemente di fronte alla complessità della gestione di un gruppo umano. La pallamano è uno sport di squadra in cui la coordinazione, la fiducia reciproca e la capacità di mediazione sono essenziali. Imparai a tenere conto delle differenze individuali, delle aspettative personali, delle fragilità e delle ambizioni di ciascuna atleta. Questa esperienza mi insegnò che la leadership non è imposizione, ma equilibrio; non è comando, ma ascolto. Le competenze relazionali sviluppate in quel contesto si sarebbero rivelate decisive anche nel mio futuro accademico e professionale. La leadership sportiva e la formazione del carattere L’attività nella Nazionale mi offrì l’opportunità di viaggiare all’estero, aprendo uno sguardo diretto su realtà geopolitiche profondamente diverse. Il primo viaggio intercontinentale risale ai primi anni Ottanta, quando partecipai a un torneo sull’isola di Formosa, in una Cina lontana da quella che conosciamo oggi. Lo sport come esperienza internazionale e di vita
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