I Numeri UNO 2026

82 I numeri UNO - 2026 Negli ultimi dieci anni ho girato il mondo per parlare di longevità. Dalle grandi banche svizzere ai meeting esclusivi con top client, il tema principale alla fine è sempre lo stesso: la salute. Non il lusso, non gli investimenti, non i viaggi esotici. Solo una domanda: come possiamo vivere meglio, più a lungo e con energia? Ricordo un meeting a Zurigo con una importante banca. Seduti attorno a un tavolo elegante, si parlava di mercati, di luxury travel e di strategie d’investimento, ma alla fine, quando le conversazioni si spostavano sulla vita reale, tutti gli occhi si accendevano di curiosità quando si menzionava la longevità. È sorprendente come, anche tra chi possiede tutto, la priorità vera resti sempre la salute. Scrivo regolarmente una newsletter, presto uscirà un mio libro. Desidero condividere queste conoscenze. Non per il prestigio, ma perché credo che chiunque possa iniziare a prendersi cura di sé in maniera concreta, anche senza spese folli. Questa consapevolezza mi guida ogni giorno. Non voglio solo curare chi può permettersi la mia clinica: voglio rendere accessibili alcune pratiche e tecnologie anche a chi non può spendere centinaia di migliaia di franchi. La longevità non deve essere un privilegio per pochi, ma una possibilità per chiunque abbia la volontà di prendersi cura di sé. Non parliamo di eterna giovinezza, ma di vivere meglio, più a lungo, con consapevolezza. In fin dei conti: di qualità della vita. In fin dei conti è qualità della vita Anche se lavoro in un contesto internazionale, l’italiano è la lingua del cuore. In famiglia parlo italiano con i miei due gemelli di quindici anni. Alla Clinique La Prairie ci sono moltissimi italiani, nel management e tra i consulenti. Tra noi parliamo italiano. È una lingua che crea legami: non è solo comunicazione, è sensazione, convivialità, calore. Quando penso all’Italia, penso a una parola: energia. C’è qualcosa che si percepisce appena si arriva a Milano o a Modena. Un’energia fatta di relazioni, calore umano, stile, gusto. Una cena improvvisata, un invito spontaneo: cose normali in Italia, impensabili altrove. Ho una stima enorme per gli imprenditori italiani. Soprattutto di quelli che partono da zero e diventano leader mondiali. Storie come quelle di Nerio Alessandri di Tecnogym o di Intercos sono incredibili: da un garage a leader mondiali, senza godere i vantaggi strutturali di Stati Uniti o Cina. Fare impresa in Italia è cento volte più difficile. Negli USA hai capitali, un mercato enorme e consumatori pronti a spendere. A Cesena o Agrate Brianza no. Eppure, lì sono nati campioni d’impresa globali. Nonostante tutto, resto convinto che: la capacità di creare qualcosa dal nulla in Italia sia straordinaria e rara nel mondo. L’Italia è un laboratorio di idee e passione, anche se spesso manca la capacità di fare sistema su scala globale. L’Italia, la lingua e l’energia

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