I Numeri UNO 2026

74 I numeri UNO - 2026 Nel 2016 intrapresi una nuova sfida: unirmi alla Clinique La Prairie. Qui la mia esperienza trovò una dimensione nuova: combinare eccellenza scientifica, innovazione nei processi e gestione globale per offrire un’esperienza unica ai clienti. Clinique La Prairie è molto più di un’azienda; è una cultura, un’idea di lusso, qualità e servizio che richiede visione, disciplina e cura maniacale dei dettagli. Al mio arrivo, la clinica era solo a Montreux. La divisione creme era stata venduta, diventando un’azienda globale, e Clinique La Prairie era ferma nel tempo. A quel punto si trattava di mettersi in gioco, decidere quale fosse il modo migliore per ripartire, magari reinventandosi. Ricordo la prima volta che entrai nella piccola clinica: l’odore del legno delle pareti, il silenzio ovattato dei corridoi, il suono lontano delle acque del lago. Mi sentivo come se fossi entrato in un mondo sospeso nel tempo, un luogo che custodiva segreti secolari e possibilità future. La sfida di Clinique La Prairie Per capire ciò che avrei costruito, dovevo conoscere la storia di Clinique La Prairie. Fondata nel 1931 come clinica di convalescenza, nacque dalla visione del medico Paul Niehans. Negli anni ’60 fu sviluppata da Armin Mattli, che la acquistò e ne guidò la crescita. In quegli stessi anni intervenne anche l’intuizione di Nadia Valle, madre di Dario Ferrari, che aprì in Svizzera un piccolo laboratorio di creme e iniziò a proporre i suoi prodotti alle cliniche più prestigiose, tra cui Clinique La Prairie e Valmont. La clinica non si limitava a offrire cure mediche: suggeriva nuovi trattamenti, introduceva concetti innovativi e anticipava tendenze che, per l’epoca, apparivano rivoluzionarie. Non si trattava solo di creme o protocolli terapeutici, ma di una visione più ampia: integrare scienza, prevenzione e cura del corpo in un’esperienza di lusso e benessere, molto prima che questo approccio diventasse mainstream. Raccontando questa storia al mio team pensavo: “È incredibile come i percorsi delle persone possano intrecciarsi. La madre di Dario Ferrari, l’imprenditore per cui ho lavorato anni fa, ha creato un legame invisibile con questo posto”. Spa, massaggi, creme, coincidenze: tutto iniziava a prendere forma. Pensando alla storia della clinica, mi sentii ispirato. “Se anche una sola persona può cambiare il destino di una clinica e creare un impero, cosa possiamo fare noi con le nostre idee e la nostra visione?” Capacità di anticipare il futuro

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