72 I numeri UNO - 2026 Il punto di svolta fu l’incontro con Dario Ferrari e la sua Intercos, un’azienda di cosmetica di Agrate Brianza. All’epoca fatturava circa 100 milioni, oggi è leader mondiale nella produzione per conto terzi. Produce per tutti i grandi brand globali, occupandosi non solo della produzione, ma anche dell’ideazione, del marketing, della ricerca. È fortissima nell’innovazione, con centinaia di persone nei laboratori e nel marketing, ma rimane invisibile al grande pubblico. Decido che mi sarebbe piaciuto fare l’imprenditore come lui: creare qualcosa da zero, costruire un sistema così sofisticato. E entro in azienda. Dopo un primo periodo come consulente interno, divento responsabile della pianificazione strategica. Lavorare con Dario significava osservare l’imprenditoria in azione: visione chiara, innovazione costante e capacità di guidare persone. Ogni progetto era una sfida: adattarsi a culture diverse, costruire team motivati, innovare processi e prodotti. Partecipai all’espansione internazionale, dall’apertura della Cina, alla creazione di una nuova divisione skincare acquisendo un’azienda in Svizzera, vicino a Montreux. Da lì costruiamo una divisione globale, con fabbriche e uffici in tutto il mondo, ma la sede di questa divisione in Svizzera. Diventiamo fornitori dei più importanti brand di skincare al mondo. Cambiano diversi direttori generali, finché nel 2006 divento io il responsabile della divisione. È così che mi trasferisco in Svizzera. Era la prima volta che vivevo all’estero per lavoro, e la Svizzera mi accolse con un mix di rigore, precisione e apertura internazionale. L’esperienza mi permise di sviluppare competenze globali: stabilimenti in tutto il mondo, team multiculturali, strategie di mercato complesse. Compresi appieno l’importanza dell’eccellenza, della qualità e della gestione dei dettagli: fattori che avrebbero caratterizzato tutta la mia carriera successiva. L’incontro che cambia tutto: Intercos
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