I Numeri UNO 2026

18 I numeri UNO - 2026 Arrivare in Slovenia è stato un atto di coraggio. Non avevo una posizione definita. Avevo però relazioni solide, costruite negli anni. Attraverso i contatti con un importante gruppo svedese, Bonnier Business Information, poi divenuto Bisnode nel 2006, che aveva acquisito una realtà slovena, mi è stata affidata una sfida: creare un carve-out, trasformare un segmento di business in una società autonoma specializzata in business information. Era un contesto post-transizione, in un’Europa centrale ancora in piena evoluzione economica. I mercati stavano maturando, le imprese avevano bisogno di strumenti di analisi del rischio, di compliance, di market intelligence. Ho costruito il business quasi da zero. L’ho sviluppato in Slovenia, poi nei Balcani, in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia. Per quasi quindici anni ho guidato un’espansione regionale in un’area che stava ridefinendo la propria identità economica. Il nostro focus si è spostato sempre più verso gli analytics: risk analytics, market analytics, soluzioni per la compliance normativa. Non vendevamo solo dati. Vendevamo capacità predittiva. Supporto alle decisioni. In quegli anni ho imparato cosa significa scalare un’organizzazione in contesti culturali diversi. Ho imparato a leggere le differenze normative, le differenze di mercato, le differenze di maturità digitale. È stata una lunga costruzione, paziente e strategica. Ripartire da zero Digitalizzare la finanza Nel 1999 lascio il “Sole” e passo in Borsa Italiana: un contesto ancora più sfidante. La finanza vive di informazioni tempestive, accurate, affidabili. Digitalizzarle significa toccare il cuore del sistema economico. Il mio lavoro consisteva nel portare online informazioni finanziarie, duplicare database, creare ambienti di consultazione più aperti, più accessibili. In collaborazione con l’Ufficio Studi abbiamo ripensato il modo in cui il mercato poteva accedere ai dati. Non si trattava solo di tecnologia. Si trattava di fiducia. Di garantire integrità, coerenza, aggiornamento continuo. È stata un’esperienza breve ma intensissima. Poi, nel 2000, la mia vita personale ha incrociato ancora una volta quella professionale. Mi sono sposata con un collega sloveno conosciuto attraverso la European Business Press Association, una rete europea di editori economici che rappresentava uno spazio di confronto straordinario tra paesi, culture e modelli editoriali. E così ho scelto di trasferirmi a Lubiana. Ho imparato che l’innovazione non è mai solo tecnica: è culturale. E soprattutto ho capito che il dato, quando diventa accessibile, cambia il modo in cui le persone prendono decisioni.

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