162 I numeri UNO - 2026 La vicinanza con l’Italia ha creato sfide particolari, soprattutto per i frontalieri. Ogni giorno sono circa 1.200 i lavoratori italiani che arrivano da Domodossola attivi soprattutto nell’edilizia, nella sanità, nell’industria e nella ristorazione. Tramite accordi tra il sindacato e il patronato, queste problematiche sono state seguite e trattate attentamente, assicurando che i diritti dei lavoratori fossero tutelati e che la convivenza con la forza lavoro locale fosse equilibrata dal rispetto del diritto. In generale, oggi, si può affermare con una certa sicurezza che la comunità italiana è integrata nella società vallesana. Molti italiani, come detto, pur avendo iniziato con lavori poco qualificati, grazie a grossi sacrifici, alla formazione continua e all’esperienza accumulata, hanno costruito imprese di successo e contribuito al tessuto economico locale. Un esempio fra i tanti: la famiglia Gianadda, che, accanto all’attività immobiliare, ha saputo affermarsi investendo nel settore artistico culturale, tant’è che, oggi, la Fondazione Gianadda, basata a Martigny, rappresenta un riferimento di caratura internazionale per tutti coloro che amano l’arte. Nei fatti, gli italiani in Vallese si sono conquistati un rispetto e un apprezzamento che non è stato loro regalato, ma che è frutto del lavoro, della puntualità e della capacità di fare bene le cose. Frontiera e lavoro transfrontaliero Il Vallese presenta una divisione linguistica significativa: nell’Alto Vallese si parla un dialetto vicino al tedesco, mentre nel Basso Vallese domina il francese. Questa differenza influenza anche la politica locale, visto che in generale i cittadini tendono a votare più in base al senso di appartenenza territoriale che a quella di partito. Oggi, nei rapporti associativi, però, la lingua non è mai stata un ostacolo: si parla italiano, francese e anche tedesco, garantendo che tutti siano compresi e non si sentano esclusi. Diversità linguistica e territoriale
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