I Numeri UNO 2026

16 I numeri UNO - 2026 Quando nel 1995 uscimmo con il database online, a pagamento, quasi nessuno aveva Internet. Dovemmo fare un accordo con Telecom Italia per vendere la connessione insieme al prodotto. C’erano forse sette siti web in Italia. Forse il nostro era settimo. Era davvero preistoria digitale. Ma per me non era solo tecnologia. Era la possibilità di fare ciò che avevo sempre desiderato: organizzare conoscenza e diffonderla. Costruire sistemi informativi capaci di evolvere. Se ripenso all’inizio del mio percorso, mi rendo conto che ho scelto il digitale quando il digitale non era ancora una parola di moda. Non si parlava di trasformazione digitale, non si parlava di data strategy, non esisteva la figura del Chief Data Officer. Eppure, io lavoravo già lì: nel punto in cui informazione e tecnologia si incontrano. La preistoria del web Ho sempre lavorato con l’informazione digitale, ma il mio vero campo è sempre stato il governo del dato. Non la tecnologia in senso stretto, non la programmazione, ma la struttura logica che permette ai dati di vivere, dialogare, generare valore. Io costruivo architetture concettuali. Disegnavo sistemi pensando alla loro evoluzione futura. Lavoravo con data architect, product architect, sviluppatori. Era un lavoro profondamente collaborativo: io definivo la visione, loro la rendevano eseguibile. Ho imparato molto presto una lezione fondamentale: la qualità di un sistema si decide nell’architettura. Se lì c’è lungimiranza, il sistema sarà flessibile. Se lì c’è rigidità, il sistema invecchierà rapidamente. In un certo senso, il mio lavoro è sempre stato questo: immaginare il futuro dei dati. Immaginare il futuro dei dati Quando sono entrata al Sole 24 Ore, Internet non era ancora ciò che conosciamo oggi. Portare database online era un atto quasi rivoluzionario. Lavoravamo su sistemi informativi complessi, strutturati, pensati per utenti professionali. Il passaggio al web non era una semplice trasposizione tecnica: significava ripensare la fruizione, la navigazione, l’accessibilità. Abbiamo portato progressivamente su Internet diverse banche dati del Sole. Era un lavoro fatto di sperimentazione continua, di tentativi, di errori, di apprendimento. Non esistevano best practice consolidate. Le stavamo costruendo noi. Quei cinque anni sono stati una palestra straordinaria. Ho imparato cosa significa innovare in un’organizzazione strutturata. Ho imparato a mediare tra cultura editoriale tradizionale e nuove possibilità tecnologiche. Gli anni pionieristici al Sole 24 Ore

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=