I Numeri UNO 2026

156 I numeri UNO - 2026 Storia di un impegno e di una comunità L’Associazione ItaliaValais nasce il 12 marzo 2014, in un momento delicato e simbolico della storia della comunità italiana nel Cantone Vallese. Un tempo di chiusure: l’Agenzia consolare italiana di Sion abbassa le serrande, la rete diplomatica in procinto di essere ridimensionata, il Comites locale destinato a scomparire. Al contempo, un tempo di scelte. Di fronte al pericolo di un silenzio istituzionale e di un vuoto associativo, un gruppo di donne e uomini decide che la memoria, l’impegno e la presenza di una solida comunità italiana non possono essere cancellati da un atto amministrativo. Nasce così un’associazione, non per sostituire ciò che si perde, ma per custodire ciò che resta e rilanciare ciò che conta: le relazioni, l’esperienza, il senso di appartenenza, la responsabilità verso una comunità che ha scritto pagine fondamentali della storia del Vallese e della Svizzera. L’obiettivo principale era chiaro: creare un’associazione che promuovesse l’integrazione tra italiani, vallesani e svizzeri attraverso iniziative culturali, sociali e educative. Nulla di nuovo, si trattava di ripercorrere un tracciato ampiamente sperimentato. Fin dal 2000, la collaborazione con gli ambienti locali si era manifestata in molti eventi importanti quali la celebrazione degli anniversari della tragedia di Mattmark o le iniziative per il Centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia. Una collaborazione consolidata da tutta una serie di attività culturali e teatrali finalizzata a non disperdere il patrimonio di conoscenze, energie e relazioni costruito nel tempo. L’Associazione ItaliaValais non si avvale di una sede prestigiosa né di risorse economiche strutturate. Nasce però grazie a qualcosa che oggi sembra più raro: la volontà e la volontarietà. Si appoggia a locali di volta in volta messi a disposizione dal Comune di Sion, dal sindacato Unia, dai luoghi dell’incontro quotidiano come le sale dei ristoranti. Vive grazie al lavoro volontario, alla disponibilità, al tempo donato. In questo sta la sua forza: essere un’associazione leggera ma profondamente radicata, capace di muoversi nel territorio senza separarsene. È un’associazione che non chiude, ma apre; che non si isola nell’identità, ma la offre come ponte; che non difende il passato come un confine, ma lo trasmette come una responsabilità. Un’associazione fatta di persone, non di muri

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