I Numeri UNO 2026

138 I numeri UNO - 2026 Sempre ‘fuori asse’ sempre pronta a reiventarsi Quando sono arrivata al CERN, quattro anni e mezzo fa, è stato chiaro fin da subito che la mia presenza lì era tutt’altro che canonica. Sono entrata con il ruolo di capo del Dipartimento di IT e dal 1° gennaio del 2026 sono il primo Chief Information Officer (CIO) del CERN. Un incarico di altissimo livello in quello che è il più grande centro di ricerca scientifica d’Europa, uno dei luoghi simbolo della fisica mondiale. Eppure, nulla nel mio percorso iniziale lasciava presagire questo approdo. Non vengo dalla fisica, non sono un’ingegnera, non ho una formazione tecnica classica. Ho una laurea in scienze sociali e un master in finanza. Il mio profilo è sempre stato “fuori asse”, laterale, e proprio per questo ha incuriosito molte persone. Quando sono stata invitata al Forum Ambrosetti di Stresa per parlare di tecnologia, alcuni media presenti hanno iniziato a interessarsi alla mia storia personale. Durante un’intervista, mentre raccontavo il mio percorso di vita, è arrivata la notizia della mia nomina come CIO del CERN. La coincidenza temporale con l’uscita di scena di Fabiola Gianotti, che lasciava la direzione generale, ha trasformato tutto in una notizia simbolica: un’italiana che lascia, un’altra che arriva. Seppur su piani diversi: un passaggio di testimone ideale ai vertici di un’istituzione internazionale. Da lì è esplosa la domanda che tutti mi hanno fatto: “Ma come ci sei arrivata?”. Ne è derivato anche l’interesse di Mondadori, che mi ha proposto di raccontare la mia storia in un libro. La prima cosa che ho fatto è stata mettere dei paletti molto chiari. Non volevo che la mia fosse l’ennesima storia della “donna che ce l’ha fatta”. Quel tipo di racconto mi ha sempre messa profondamente a disagio, perché non mi appartiene. Sono stanca di vedere poche donne trasformate in simboli irraggiungibili, quasi mitologici, perché questo non fa altro che aumentare la distanza tra chi arriva in alto e le moltissime che restano indietro. Io non mi sento un’eccezione miracolosa. Non credo nei successi casuali, né nelle scorciatoie. Si è quindi deciso di raccontare un percorso inusuale, non una favola edificante. Una traiettoria fatta di scelte difficili, di rinunce, di sacrifici, di lavoro durissimo, di spostamenti continui e di reinvenzioni successive. Non volevo che passasse l’idea che “anche una che non viene dalla fisica può diventare CIO del CERN per caso”. Sarebbe stato un messaggio profondamente sbagliato. Non sempre agli inizi si sa fin dove si arriverà. In questo momento particolarmente complesso, in cui se a Non credo nei successi casuali, né nelle scorciatoie

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