132 I numeri UNO - 2026 Le lingue come chiave d’accesso Un elemento decisivo è la mia storia personale. Sono nato a Zurigo, ho vissuto nella sua periferia, e parlo — tranne il romancio — tutte le lingue della Confederazione: italiano, francese, tedesco e svizzero tedesco (quello di Zurigo, non quello bernese). A queste si aggiungono l’inglese, lo spagnolo, e una buona comprensione del portoghese non parlato. Queste competenze linguistiche non sono un dettaglio: sono una chiave d’accesso, uno strumento che mi permette di entrare, mediare, capire e farmi capire. Anche grazie a questo, Locarno smette di essere un luogo intimidatorio e diventa, passo dopo passo, un po’ anche casa mia. Per molto tempo, forse per una sorta di distorsione ideologica, non ho mai pensato ai Paesi dove ho vissuto come a elementi fondanti della mia identità. Eppure, col tempo, mi sono reso conto che non è affatto vero: i luoghi hanno inciso profondamente su chi sono, anche se ho impiegato anni per ammetterlo. Con la Svizzera ho un rapporto sorprendentemente intimo, soprattutto con alcune sue parti. Dell’Italia non amo tutto allo stesso modo, ma alcune immagini mi commuovono profondamente. Mi emoziona l’idea di un’Italia mediterranea, quasi araba, affacciata sul mare. Allo stesso tempo, capisco che esiste un’altra Italia: quella orientale, triestina, mitteleuropea; ma anche quella francese del Piemonte. È questa molteplicità a colpirmi davvero: un Paese che non è uno solo, ma molti. Mi affascinano le storie della Resistenza, raccontate nei film di Rossellini, De Santis, Lattuada, Comencini. Storie di confine, di identità sospese, di zone d’ombra. Ed è proprio attraverso queste storie che la Svizzera ha iniziato a parlarmi in modo diverso. Grazie ai racconti del presidente Solari, così precisi storicamente e così personali insieme, ho scoperto una Svizzera molto più complessa di quella che conoscevo da ragazzo, figlio di immigrati. Ho iniziato a vedere ciò che prima ignoravo: la diaspora ebraica che attraversa Zurigo, la cultura mitteleuropea, le stratificazioni storiche. Una ricchezza che allora non riuscivo nemmeno a immaginare. Un’identità mai pensata davvero
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