I Numeri UNO 2026

121 I numeri UNO - 2026 Le vacanze estive significavano il passaggio dall’ordine svizzero al caos per me affascinante della Campania. Partivamo da Dübendorf con i nostri bagagli, salivamo sui treni svizzeri, con questi vagoni verdi con lo scudo rosso e bianco, e attraversavamo paesaggi che cambiavano lentamente: montagne che lasciavano spazio a colline e, infine, al mare. Io mi addormentavo prima possibile, per aprire gli occhi e trovarmi davanti a nuovi colori, profumi, suoni: era un’esperienza magica. A Montesarchio, il cinema era il cuore pulsante della vita sociale. Ce n’erano due: il Cinema Oliva e il Cinema Italia, che stava dall’altro lato della strada. Li frequentavo con assiduità, spesso senza pagare il biglietto perché conoscevano mio zio, che aveva il suo negozio lì vicino. Ho visto decine di film, anche pellicole che non avrei potuto vedere per limiti d’età, alcuni dei quali mi hanno profondamente segnato, aprendo mondi che arricchivano il mio immaginario già nutrito dai fumetti. Vedevo almeno due film al giorno; in un momento in cui la programmazione dei cinema di provincia cambiava quotidianamente. Alla fine degli anni Settanta, complici anche i timori e le preoccupazioni generate dalle iniziative contro il cosiddetto inforestieriamento, mio padre partecipò a concorsi per dei posti di insegnamento in Italia. Come spesso succede, passò parecchio tempo prima di ottenere una risposta. Che poi arrivò, positiva, e mio padre assunse il ruolo di insegnante di scuola media come professore di educazione tecnica. La decisione di tornare in Italia ci portò a Mondragone, in provincia di Caserta. Il ritorno non fu semplice, perché non siamo rientrati a casa, come di solito capitava ad altri emigrati nel paese di origine. A Mondragone ci ritrovammo estranei al corpo sociale, privi di una rete familiare consolidata costretti a ricostruire un nuovo processo di integrazione. Come detto, in Svizzera avevo completato la scuola primaria e appena iniziato la Realschule. In Italia ho imparato a confrontarmi con un sistema educativo differente, più flessibile ma anche più complesso sotto alcuni aspetti. Il mio percorso scolastico e formativo è stato quindi una continua mediazione: tra la disciplina svizzera e la libertà italiana, tra l’intellettualismo rigoroso di mio padre e la mia passione per il cinema, tra l’immaginazione e la realtà. Adolescenza e rientro in Italia Le estati in Campania

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