I Numeri UNO 2026

110 I numeri UNO - 2026 Parlando con mio padre, seppi di Daniela Corda, una scienziata di altissimo livello che a Lanciano dirigeva l’Istituto Mario Negri Sud. La incontrai e fu un colpo di fulmine intellettuale. Una donna fortissima, carismatica, della stessa età di mia madre. Senza figli, completamente dedicata alla ricerca. La settimana prima del test di dottorato in chimica – che sapevo avrei superato – presi una decisione radicale: non mi presentai. Scelsi di iniziare un dottorato in biologia cellulare, pur non avendo studiato biologia da quando avevo tredici anni. Presi la macchina e andai a vivere a Lanciano, al Mario Negri Sud. Un luogo apparentemente fuori dal mondo, ma in realtà uno dei centri di ricerca più importanti del momento. Un posto dove si pubblicavano lavori di livello internazionale e si ottenevano grandi finanziamenti. Durante la settimana vivevo lì, nei fine settimana tornavo spesso a Roma. Non era facile, ma era esattamente ciò di cui avevo bisogno: di aria, di distanza, forse anche di ricordarmi chi ero prima di quel salto. Ancora una volta, non stavo uscendo dalla mia zona di comfort: la stavo allargando. Decisivo il cambio di rotta In realtà, quello è stato soprattutto un periodo di ripartenza totale. Io non sapevo nulla di biologia. O meglio: venivo da un altro mondo. Partecipavo ai meeting e ne uscivo con pagine e pagine di appunti, pieni di domande, ma senza capire davvero nemmeno la terminologia. Chiedevo continuamente: “Ma che significa?”. Non c’era Google, non c’era la risposta immediata. Era tutto più lento, più faticoso, più radicale. Ricordo ancora il primo articolo scientifico: nel primo paragrafo avevo sottolineato termini e acronimi come -ER, il reticolo endoplasmatico, e accanto avevo scritto spiegazioni elementari, quasi infantili tipo: il luogo dove si fanno le proteine, le cose di base, le basi delle basi. Da lì ho ricominciato: ho ripreso i libri di testo di biologia e ho studiato come se stessi iniziando una nuova laurea. Oggi nessuno immagina che io non sia una biologa di formazione. Ma quella biologa è nata così: dall’umiltà totale che deriva dalla consapevolezza di non sapere. Gli anni della ripartenza: tornare a non sapere

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