I Numeri UNO 2026

108 I numeri UNO - 2026 Mi diplomai a diciassette anni. Avrei potuto andare a Pisa, ma scelsi Roma. Le mie scelte non sono mai state solo razionali: Roma rappresentava la famiglia, le radici, il cuore. Mia nonna viveva a Roma, mio padre era di origine romana e marchigiana, mia madre calabrese e croata, ma tutta la famiglia aveva gravitato intorno a Roma. Mi iscrissi a Chimica alla Sapienza. All’inizio vissi da mia nonna, riscoprendo gesti semplici e profondi: il pranzo della domenica, la famiglia allargata, una quotidianità che mi era mancata crescendo all’estero negli anni Ottanta e Novanta, quando viaggiare era costoso e le distanze erano reali, non virtuali. I telefonini non c’erano. Il ritorno a Roma e l’impatto con l’Italia Nei primi mesi volli lavorare a tutti i costi. Parlavo più lingue e finii in un call center che dava informazioni turistiche su Roma. Studiavo, lavoravo, ero stanchissima. Dopo sei mesi, i miei genitori mi fermarono: mi fecero notare che non avevo bisogno di lavorare e mi dissero chiaramente di concentrarmi sugli studi. Fu allora che realizzai davvero il relativo privilegio economico di cui godeva la mia famiglia. All’università, al momento di dichiarare il reddito, mi resi conto dell’importanza del divario che, sul piano di disponibilità finanziarie, mi separava da alcuni miei compagni. Andavo a casa loro, vedevo realtà completamente diverse dalla mia. Fu uno shock culturale, ma anche una presa di coscienza fondamentale. Lavoro, fatica e shock sociale Alla Sapienza andai molto bene. Scelsi di fare la tesi con un luminare di chimica organica. Lui mi disse che mi avrebbe presa solo se fossi arrivata con tre esami mancanti. In un anno sostenni tredici o quattordici esami, entrando quasi nella “leggenda” del dipartimento. Durante la tesi pubblicai due articoli scientifici in un solo anno. Mi laureai con 110 e lode, seconda del mio corso. In perenne competizione con me stessa, confesso che avrei preferito risultare prima. In laboratorio ero felice come non mai: era il luogo in cui sentivo di essere esattamente dove dovevo essere. Eppure, a un certo punto, iniziai a sentirmi stretta. Il mio professore stava per andare in pensione, il contesto mi sembrava poco internazionale, poco stimolante. La laurea, il laboratorio e l’eccellenza

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